Quando un report gestionale mostra un numero inatteso, la prima domanda in riunione è quasi sempre la stessa: "Ma il dato è giusto?". Se la risposta richiede due giorni di verifiche, il report ha già perso la sua utilità. La qualità dei dati non è un tema tecnico: è la condizione perché le decisioni si basino sui numeri e non sulle impressioni.
La buona notizia è che la maggior parte dei problemi nei gestionali delle PMI è ricorrente e si può intercettare con pochi controlli periodici.
Le anagrafiche: dove nascono quasi tutti gli errori
Clienti, fornitori e articoli sono la base di ogni analisi. Gli errori più frequenti sono:
- Clienti duplicati, inseriti due volte con una ragione sociale scritta in modo diverso. Il fatturato del cliente risulta spezzato e le analisi per cliente sono falsate.
- Articoli generici usati per prodotti diversi, come "materiale vario" o "lavorazione". Tutto quello che passa da lì diventa invisibile nelle analisi di margine.
- Classificazioni mancanti o incoerenti: famiglia, linea commerciale, agente, area. Basta un 5% di articoli senza famiglia perché il totale per linea non torni.
Un controllo mensile utile è l'elenco degli articoli e dei clienti movimentati nel mese che hanno campi di classificazione vuoti. È un'estrazione semplice e corregge il problema alla fonte.
I costi: aggiornati o rimasti al listino?
Il secondo grande capitolo riguarda i costi. In molti gestionali il costo d'acquisto registrato è quello dell'ordine, non quello della fattura, e le differenze di prezzo restano solo in contabilità. Il risultato è un margine per prodotto che non quadra con quello del conto economico.
Controlli da fare con regolarità:
- Articoli con costo a zero o palesemente fuori scala.
- Articoli il cui costo non è stato aggiornato da più di 12 mesi pur essendo movimentati.
- Differenza tra il costo del venduto calcolato dal gestionale e quello della contabilità.
Sul tema della scelta del costo da usare ci siamo soffermati in margine di commessa: quale costo dei materiali usare.
Le causali e i documenti
Ogni gestionale distingue i movimenti tramite causali e tipi documento. Il problema nasce quando vengono usate in modo improprio: un reso registrato come vendita negativa, un omaggio registrato come vendita a prezzo zero, un trasferimento tra magazzini registrato come scarico. Ognuno di questi casi altera fatturato, quantità vendute o rotazione del magazzino.
Una verifica semplice è l'elenco delle causali usate nel periodo con il numero di movimenti: le causali poco usate sono spesso quelle usate in modo sbagliato.
La quadratura con l'amministrazione
Il controllo che li riassume tutti è il confronto tra i totali del report e quelli della contabilità: fatturato, costo del venduto, valore del magazzino. Non devono coincidere al centesimo, ma ogni differenza deve avere una spiegazione nota. Una soglia di tolleranza dichiarata, per esempio lo 0,5% del fatturato del mese, aiuta a distinguere le differenze fisiologiche da quelle da indagare.
Come organizzare i controlli
Più che il singolo controllo, conta la routine:
- Un elenco breve di controlli, con un responsabile per ciascuno.
- Un momento fisso nel mese, prima della pubblicazione dei report.
- Un report di eccezioni che mostra solo cosa non va, non tutto il dato.
- La correzione fatta nel gestionale, mai solo nel report.
L'ultimo punto è il più importante. Correggere i dati nel foglio Excel o nella trasformazione di Power BI risolve il problema una volta; correggerli alla fonte lo risolve per sempre e migliora anche il lavoro di chi usa il gestionale ogni giorno.
Se i report della tua azienda generano più discussioni sui numeri che sulle decisioni, possiamo partire da un check-up gratuito sui dati del vostro gestionale, anche da remoto. Leggi anche gli 8 errori che rendono inaffidabili i report Power BI.
GF e GM


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